Zucchero Filato Volante - una favola con una spruzzatina di horror

Buon pomeriggio a tutti!

Eccomi con un nuovo libro da consigliarvi. 

Chi mi segue da un po' avrà notato che le mie "recensioni" (che chiamo così, sapete bene, solo per comodità; in realtà non mi reputo così in gamba da poter essere definita un recensore vero e proprio) sono sempre, in misura minore o maggiore, comunque positive. Il fatto è che non amo particolarmente enumerare i difetti delle altrui opere. 
Quindi, certo, mi sono capitate per le mani storie che non mi hanno entusiasmato o, peggio, che proprio mi hanno disgustato o annoiato a morte. Ma quelle opere, semplicemente, non le vedrete qui. 
Preferisco essere consigliera piuttosto che giudice, quindi, come dire: se un libro compare tra queste pagine, significa che, almeno un po', mi è piaciuto. 

Tornando a noi... per continuare una bella (almeno a mio avviso) abitudine, il nostro viaggio prosegue su strade italiche. Ho letto anche, contemporaneamente al libro di cui vi voglio parlare, un romanzo di scrittore (bravissimo) d'oltreoceano (trattasi di October List, di Jeffery Deaver; ve ne parlerò magari più avanti), ma preferisco soffermarmi su scrittori italiani, magari non così conosciuti come il gigante summenzionato e che quindi meritano un po' di spazio, anche se piccolo come il mio blog, per farsi sentire nel tramestio della folla.

Lo scrittore si chiama Fernando Camilleri (non so se sia parente del più rinomato Andrea... gli chiederò!); il romanzo, edito da Eretica Edizioni, Zucchero Filato Volante.


Come sempre, un filo di trama.
Il protagonista è un ragazzino di undici anni, Felice. La storia si apre proprio su di lui, mentre passeggia tranquillo accanto al bosco e, a un certo punto, fa uno strano incontro: un nano vestito di una camicia gialla e bretelle rosse, che suona un flauto ricavato da un osso umano... L'incontro, inutile dirlo, è un momento cardine che avrà conseguenze importanti sulla vita di Felice (e non solo).

Il protagonista lo abbiamo incontrato, ma il romanzo ruota intorno a molti degli abitanti del paese di Alerte, in cui si svolge la vicenda. Personaggi a volte buoni, a volte meno. E vi anticipo già che, ad Alerte, chi non si comporta troppo bene non fa una fine esaltante...

Per quanto riguarda il piacere puro della lettura, devo dire che nella prima parte non ero del tutto convinta. Bene l'originalità, ma per un po' di pagine tutto mi sembrava un po' troppo strano; sembrava che il nonsense fosse troppo marcato, senza contare che non riuscivo proprio a capire dove la storia volesse andare a parare. Poi, però, qualcosa ha preso a cambiare. Pezzi fondamentali hanno iniziato a unirsi al puzzle e, finalmente, mi sono trovata davvero immersa nella vicenda; davvero incuriosita dai suoi possibili sviluppi. 

Due sono le cose che soprattutto ho gradito in questo romanzo.

La prima, un giusto equilibrio tra lo stile quasi favolesco e il macabro. Ci sono alcune scene che, devo dirlo, mi hanno fatto un po' rabbrividire. E visto che sono un'amante di horror e affini, la cosa non ha potuto che farmi piacere. Parlavo di equilibrio: la parte più gruesome è infatti ben dosata, i brividi (e il raccapriccio, in taluni passaggi) ci sono, ma non tanti da scoraggiare chi, eventualmente, fosse meno interessato di me agli spaventi da fiction. 

La seconda, da un punto di vista tecnico ancora più apprezzabile, è l'arcobaleno di personaggi che popolano la storia. Essi sono ben delineati, ognuno (e sono tanti) con il suo carattere e i suoi tratti distintivi, tanto da permettere al lettore di affezionarsi ad alcuni e detestarne altri (per esempio, non so se fosse nelle intenzioni dell'autore, ma non sono proprio riuscita a digerire quell'ochetta di Roberta... mi farete sapere se la pensate come me!). Tutti i personaggi, comunque, hanno diverse sfaccettature; come nella realtà, nessuno è assolutamente perfetto o pessimo, il che conferisce un tocco di realismo in una storia che, di suo, è impregnata di mistero e irrealtà.

In definitiva, Zucchero Filato Volante mi è sembrato una sorta di favola dark per adulti, che fra le righe accenna anche a un messaggio importante, forse un po' abusato in questi tempi ma sempre e comunque fondamentale: bisogna avere rispetto per l'ambiente che ci circonda. 
Con questo vi saluto, lasciandovi (spero che l'autore non ne abbia a male) stralci di una piccola "favola nella favola", una storia raccontata da uno dei personaggi e che riassume al meglio il concetto appena menzionato (sono solo alcuni brani, quella originale è un po' più lunga). 
Alla prossima!

"Prima della costruzione di Alerte e dell'arrivo dei primi uomini, in questo bosco viveva un folletto... il suo compito era quello di tenere in ordine gli alberi, le foglie, i fiori e tutto ciò che riguardava il bosco. Un giorno, cinque topi, quattro grigi e uno bianco, si trovarono a passare da queste parti e, rimasti estasiati dalla bellezza del posto, decisero di stabilirvisi... trovarono cibo in quantità. Per dormire tutti insieme decisero di scavare una tana, una piccola cavità alla base di un tronco d'albero. All'inizio, i cinque topi si accontentarono del piccolo buco, ma ben presto il topo bianco ritenne che lo spazio non fosse più sufficiente... rosicchiò il legno del tronco così tanto che l'albero morì... e poi un altro e un altro ancora... il folletto infastidito dal comportamento degli animali si rivelò loro e li invitò a essere più rispettosi nei confronti del luogo che li stava ospitando... il topo bianco ricominciò a costruire nuove tane, incurante della salute degli alberi...il folletto si adirò così tanto che decise di eliminare gli ospiti sgraditi. Fece arrivare nel bosco un gufo che in una sola notte mangiò tutti i topi." 

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