Ambrose - Fabio Carta

Buongiorno amici!

Questo per me è un periodo lievemente impegnato a scuola (epperò quanto mi piace il mio lavoro!...), che mi toglie tempo prezioso che normalmente dedico alle letture. Accidenti, sul comodino ho lo stesso libro da più di un mese... speriamo di riuscire a tornare un pochino in carreggiata!

Però diciamo che non è che io abbia proprio abbandonato la parola scritta, tutt'altro. E infatti oggi sono qui a parlarvi della mia ultima lettura felicemente conclusa.

E apro subito con una considerazione. L'universo, probabilmente, vuole comunicarmi qualcosa. Perché proprio io, che in linea generale non sono una grande amante della fantascienza (eccezion fatta per la saga di Star Wars, ma questa è un'altra storia!), negli ultimi periodi continuo a venire risucchiata, a volte per puro caso, dai vortici della science fiction.

Eccomi infatti qui a parlarvi di Ambrose, romanzo fantascientifico (ma non solo) dell'italianissimo Fabio Carta.


Due parole velocissime sulla trama (direttamente dalla quarta di copertina):


Controllore Ausiliario -CA- è uno dei pionieri ad aver sposato la causa della missione Nexus, la frontiera virtuale dove scrivere un nuovo e pacifico capitolo della storia umana. Ma durante la preparazione terapeutica, il suo corpo rimane vittima di danni irreparabili. Logorato dalle metastasi, è costretto a vivere in una speciale tuta eterodiretta da pazzi esaltati che combattono una guerra in bilico tra realtà e spettacolo. Il suo destino è la morte, mentre un suo gemello elettronico continuerà a simulare la sua esistenza nel cyberspazio. L'infelicità di CA subisce unos stravolgimento con la comparsa di Ambrose. Un'entità che si presenta come una rosa stillante ambra, una irriverente voce che lo guida verso sviluppi imprevedibili. Come ribellarsi al proprio destino e scoprire cosa si cela realmente dietro i grandi cambiamenti ai quali l'umanità dovrà far fronte.

Eccoci. Che dire, una storiella proprio semplice semplice...

Premessa. Cosa mi ha indotto a leggere questo libro? Beh, chi mi conosce bene (ma proprio bene) penso possa intuirlo. Anche se non c'entra una beata cippa, sono ovviamente stata intrigata dalla rosa.
Ok, le rose sono belle, certo, ma perché, penserà qualcuno di voi, dovrebbe averti ispirato così tanto?
Possono rispondere tutti coloro che, come me, hanno a cuore (e hanno riletto millemila volte) la saga della Torre Nera. Chi abbia avuto a che fare con il Can'-Ka No Rey e con la floreale rappresentazione della Torre nel mondo umano, nel momento in cui si trova di fronte la descrizione di una "entità che si presenta come una rosa stillante ambra", e insomma, quel minimo di deja-vu (con relativo brivido su per la colonna vertebrale) lo prova, no? ;) 
E quindi, anche se il cervello mi gridava a gran voce "guarda che non c'entra un tubo!", il cuore (unito a un pizzico di nostalgia) ha prevalso e mi sono ritrovata fra le mani questo strano volume.

Perché dico strano? Perché è veramente qualcosa di singolare. Bello, scritto davvero, ma davvero bene, ma particolarissimo.

In realtà, una trama vera e propria non c'è. No, aspetta, mi sono spiegata male. C'è. Ma per certi versi, almeno a mio avviso, è secondaria. Perché qui a farla da padrone non sono tanto gli eventi in sé quando ciò che essi provocano. Emozioni, pensieri, riflessioni su tanti aspetti della vita e del mondo.

L'autore riesce a esprimere tutte queste cose con una scrittura che non ci si aspetta da un (quasi) esordiente. Dico quasi perché questo è già il suo terzo romanzo, ma tutte le sue opere sono molto recenti (il primo, Arma InferoIl Mastro di Forgia, è del 2015). La scrittura è spesso evocativa e davvero molto ricercata. Se devo fare un appunto, posso dire che, in talune parti, è forse fin troppo ricercata. Vi è un uso frequente di terminologia complessa e frasi articolate, che a volte rendono un po' difficile la lettura; non per un cattivo uso delle tecniche narrative, ma per uno zelo forse eccessivo. Questo però ovviamente non è un difetto, solo che alcuni lettori, specie se poco avvezzi ai complessi argomenti affrontati e ai dettagli tecnici sfruttati dalla narrazione (come la sottoscritta) potrebbero magari giudicare l'opera di difficile fruizione.

Un punto sicuramente di merito va all'abilità con cui l'autore è riuscito a collegare in modo perfettamente fluido e verosimile l'ambientazione futuristica con l'attualità. Ci sono continui riferimenti alla Jihad e al Califfato, per esempio (causa scatenante della guerra che ha devastato la Terra... abbastanza inquietante...); si parla di social e forum (e il fatto che ci sia un raffronto fra la vita vera e quella virtuale può essere forse un collegamento ulteriore con il presente, con quella dipendenza dalla tecnologia, dai social innanzi tutto, che sembrano a volte rubare il tempo, come se la falsa vita fatta di bit fosse migliore di quella "vera"). 
Tutti questi collegamenti rendono più facile (e allo stesso tempo, in certi frangenti, angosciante) immedesimarsi nella storia, semplificando un processo che il linguaggio un po' ampolloso di cui parlavo prima  rende ostico ai più.

Non solo. Le vicissitudini dello spazionoide CA diventano spesso veicolo ideale per per riflessioni filosofiche sulla vita (e sul suo significato) e sulla religione

Insomma, di carne al fuoco tra queste pagine ne abbiamo parecchia. Io non sono di certo la persona più adatta a farne una recensione come si deve, vista la mia scarsa dimestichezza con il genere; ma come lettrice "profana" non mi è affatto dispiaciuto.

Riassumendo, posso dire che si tratta di un romanzo "tosto", scritto con un linguaggio suggestivo e stilisticamente perfetto ma di certo non semplice, che forse può intimorire all'inizio ma che vale di certo la pena prendere tra le mani.

Alla prossima!

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