lunedì 21 agosto 2017

Dimenticami Trovami Sognami - un libro che è davvero un sogno

Buongiorno  a tutti, amici!

Come state? Finalmente il caldo di questa estate interminabile sembra dare una piccola tregua... e ne approfittiamo per chiacchierare di nuovo un po' delle mie ultime letture.

Oggi vi parlo di una vera scoperta. Si tratta di un romanzo che in realtà ho letto una ventina di giorni fa; ma solo ora, di ritorno dalle agognate (e volate, accidenti... già mi manca la mia bella spiaggia...) vacanze al mare, ho il tempo e la testa per parlarne.

Premessa. 
Ho letto il romanzo in questione in quanto fonte ispiratrice di un contest a cui ho partecipato (ma che, ahimè, non ho vinto... i miei "avversari" - no, dai, fa brutto chiamarli così... diciamo i miei "colleghi" - erano troppo bravi) su Minuti Contati. In realtà la lettura non era richiesta per la partecipazione, ma il titolo (Dimenticami Trovami Sognami) mi ispirava fiducia, così l'ho comprato.

Apro un'altra parentesi sui gestori della casa editrice del libro (Zona42). Ho avuto necessità di contattarli per un chiarimento in relazione all'acquisto del romanzo, e devo dire che sono davvero splendidi. Chiusa parentesi.

Comunque, tornando a noi...

Dimenticami Trovami Sognami è un romanzo di fantascienza dell'autore Andrea Viscusi
Anche se, forse, parlare di fantascienza è in questo caso riduttivo. Almeno, per quanto mi riguarda, quella parola evoca navicelle spaziali in orbita, armi futuristiche, alieni e androidi, aridi paesaggi di pianeti lontani o viaggi interstellari. Qui però il discorso è diverso. Il "viaggio" c'è, ma si tratta più di una sorta di viaggio interiore. 
E dell'esplorazione di inimmaginabili possibilità.

Il protagonista è Dorian Berti, aspirante astronauta italiano che viene finalmente scelto per la sua prima missione. La quale, però, non sarà affatto come se l'era immaginata... Dorian non sarà infatti un vero e proprio astronauta, bensì un onironauta. La missione, il misterioso Progetto Milam dell'agenzia ESA, lo terrà letteralmente isolato dal mondo per dodici anni; al suo ritorno, scoprirà quante cose sono cambiate (lui compreso: non è invecchiato di un giorno, ma qualcosa dentro di lui non è più come prima...), quante ne avrebbe potute cambiare... e quante forse può ancora cambiarne. 

Confusi? Immagino. 
La teoria alla base del libro è complessa ma affascinante; e no, non ve la spiego per evitare spoiler, poiché per me una delle gioie di questa lettura è stata proprio scoprirla poco a poco. 
Nel romanzo anche l'amore trova un posto centrale, e viene raccontato come piace a me: sincero e non stucchevole.

Il finale, poi, mi ha lasciato un retrogusto dolceamaro che mi ha fatto rimpiangere di aver raggiunto l'ultima pagina. Non capita molto spesso, ma in quelle rare volte, in quegli attimi preziosi in cui si sente già la mancanza di un romanzo appena dopo la parola "fine", è possibile percepire materialmente la magia di quell'arte meravigliosa chiamata "letteratura".

Passando dalla trama all'aspetto "tecnico", ho apprezzato moltissimo la scrittura di Andrea, che riesce a rendere semplice e scorrevole un romanzo basato su concetti estremamente complicati. Interessante anche la scelta del titolo del libro, che riprende quelli delle tre sezioni in cui il romanzo è suddiviso, per l'appunto Dimenticami, Trovami e Sognami
La prima metà circa del libro (Dimenticami e una parte di Trovami) è bella ma senza fuochi artificiali, che si fanno però sentire poco dopo. Quando la complessa matassa inizia a dipanarsi e il lettore comincia a capire sul serio cosa c'è sotto, ebbene, a quel punto mollare il libro per dedicarsi ad altro diventa davvero difficile. 

Belli i personaggi, molto ben delineati. Il mio preferito è Simona, la fidanzata di Dorian. Non tanto nella prima parte, in cui è un personaggio un po' marginale, quanto nella seconda; qui è facile immedesimarsi in lei, nella sua ricerca di una verità incredibile... 

In conclusione, credo abbiate capito che Dimenticami Trovami Sognami è un romanzo che mi ha colpito parecchio. Ve lo consiglio, che amiate la fantascienza oppure no. 

E poi fatemi sapere se, sul finale, è scesa una lacrimuccia anche a voi...

Alla prossima!


martedì 11 luglio 2017

Le Mille Facce della Stessa Moneta

Buona giornata a tutti amici!

L'estate è arrivata presto quest'anno, vero? Si è presentata già da un po' in tutto il suo calore... tempo di vacanze per i più fortunati, che magari avranno qualche ora di relax da passare sulla sabbia bruciata dal sole, in compagnia di un bel libro.

Personalmente sono dell'idea che in spiaggia il tipo giusto di libro da leggere siano le raccolte di racconti. 
Immagina.
Sei lì, protetto dal tuo fidato ombrellone, sdraiato su un asciugamano o comodamente steso sul lettino; in un orecchio hai la risacca del mare, nell'altro le voci dei bagnanti e magari le rime improvvisate (e improponibili) dell'omino del cocco bello. Hai la tua raccolta tra le mani; leggi un racconto, magari due. 
Poi hai caldo e vuoi farti una nuotata; nessun problema: nessun capitolo lasciato a metà, nessun subdolo cliffhanger a porti di fronte all'annoso dilemma: mi rinfresco o mi tolgo la curiosità? Niente di tutto ciò. Posi il volume (o l'e-reader) e ti tuffi in mare, sapendo che al tuo ritorno ci sarà una nuova storia, tutta per te, ad aspettarti.
Cosa potresti volere di più?

E quindi io oggi vi segnalo proprio una bella raccolta di racconti. Si intitola Le Mille Facce della Stessa Moneta, e raccoglie undici storie dell'amico Francesco Nucera, che ho avuto il piacere di conoscere al mio arrivo sul forum del portale La Tela Nera e con cui attualmente collaboro per la pubblicazione degli ebook contenenti i racconti dei contest di "La Sfida a..." di Minuti Contati e 666 Passi nel Delirio.

Cosa offre di bello questo libro?

Inizio dal racconto più originale della raccolta. Protagonista indiscusso, pur se non quello "ufficiale", tal Venturino. Il quale, con la sua stramba cadenza, ci accompagna in quella che è forse la regione più bistrattata d'Italia, quella che non ci ricordiamo quasi mai di elencare, sulla cui esistenza da tempo si dibatte (goliardicamente, si intende - basta guardare la relativa pagina di Nonciclopedia). Un racconto che mischia sapientemente l'assurdo con la nostalgia, il surreale con la ricerca e l'accettazione delle proprie radici.

E pensare che, secondo me, Il meraviglioso mondo del Molise non è nemmeno la storia più bella della raccolta.
Se devo dare un mio parere personale, lo scettro se lo contendono un'altra manciata di racconti.
Uno di essi, sicuramente, è La fortuna è una ruota che gira, ma spesso si inceppa. Parte come una storia frizzante e per certi versi assurda (conversare con una pianta o con la propria pantofola sinistra, per non parlare poi di determinate e delicate parti del corpo, non è male), per poi virare all'improvviso verso un finale del tutto inaspettato. Una lettura resa ulteriormente godibile dai numerosi riferimenti a personaggi della cultura popolare.
Mi è piaciuto molto anche Scappa, Diego, nonostante il pessimismo e la violenza che lo pervadono.
Altro racconto meritevole è L'Amore è un salto nel buio; questo è un altro esempio della capacità dell'autore di ribaltare le carte in tavola, di mischiare generi e sentimenti diversi in modo fluido e ben costruito. Il racconto infatti è romantico e intimo, ma allo stesso tempo spietato.
Anche lo steampunk di Nuvole a Vapore, commovente inno al "tutto è possibile", si è rivelata una lettura gradevole.
Infine, una menzione a parte merita a mio avviso Jessica Mon Amour e il Fantino, una sorta di favola, un'allegoria nel cui protagonista difficilmente non noterete i tratti peculiari di un personaggio alquanto noto nell'Italia della Seconda Repubblica.

Io ho elencato alcune delle storie qui contenute, ma tutte, in un modo o nell'altro, si sono rivelate piacevoli.

Quindi, se state per partire per il mare (ma anche se no ;) ), perché non mettere anche questo in valigia?

Buone vacanze e a presto!

martedì 6 giugno 2017

Fore Morra - Senza Redenzione

Buongiorno amici!

È passata una quantità vergognosa di tempo dall'ultimo post, quindi parto subito in quarta con l'argomenti di oggi ;)

Ci sono opere (romanzi, film, serie tv...) che riescono a prendere personaggi cattivi e farceli amare.
Pensiamo per esempio a Dexter. Diamine, è un serial killer! Uccide le persone perché non riesce a farne a meno, perché è un assassino dentro. D'accordo, segue il codice di Harry, uccide solo gente cattiva, che se lo merita. Ma è e resta pur sempre un feroce omicida che non riesce a frenare la sete di sangue.
Eppure, noi gli vogliamo bene. Stiamo dalla sua parte e speriamo che riesca sempre a farla franca, a sopravvivere, a proteggere chi ama.

Alisa e Buba, i protagonisti del romanzo di cui vi parlo oggi, sono un po' così. Non sono quelli che si potrebbero definire gente per bene. Anzi.
Sono due sicari della camorra. Killer professionisti, implacabili.
E niente, nonostante questo, proprio come nel caso di Dexter, il lettore non può fare a meno di fare il tifo per loro.

Autore di questa non facile impresa è Diego Di Dio, che dopo aver sparso per il mondo numerosi racconti (alcuni dei quali gli sono anche valsi diversi premi) è finalmente approdato a quel lido tanto agognato che è la pubblicazione del primo romanzo. Io ho avuto la fortuna di conoscere Diego già prima, all'epoca delle storie brevi; quando è uscita la versione ebook di Fore Morra, dunque, l'ho subito acquistata. Ci ho messo purtroppo un po' a leggerla, a causa di diversi impegni lavorativi... ma quando ho finalmente potuto dedicarmi alla lettura, ne sono stata davvero soddisfatta.

Un veloce abbozzo di trama: la protagonista principale è Alisa, una donna forgiata da un'infanzia che definire difficile è riduttivo: una madre che non ha mai conosciuto,  un padre più crudele di Negan... l'adolescenza non va meglio, anzi se possibile la sua situazione peggiora. Da sempre circondata dall'ambiente della malavita, finisce giocoforza per farne parte. Insieme a lei Buba: una figura particolare, sfuggente, senza una definizione univoca. Per Alisa è un amico, un maestro, un amante; ma è anche una figura paterna, che la protegge come avrebbe dovuto fare il suo genitore biologico: a costo della sua stessa vita.

Il romanzo si svolge su due piani temporali.  Il racconto dell'infanzia e dell'adolescenza di Alisa si alterna a quello del presente, in un gioco che, scavando nel passato,  svela poco a poco gli eventi che hanno portato alla situazione dell'oggi. Piace la caratterizzazione. L'autore scava a fondo nell'animo di ALisa,  segnata da mille drammi e disavventure, da sensi di colpa (spesso immeritati) e paure. Buba è più defilato, il lettore conosce poco o nulla di lui, ma quel poco che sa è sufficiente a renderlo unico; unico nella sua mania per la perfezione, nel suo amore per la lettura e la musica (ma mica tutta...), nei suoi silenzi, nella suo continuo proteggere la giovane Alisa.

Intorno ai due protagonisti si muove un universo variegato di personaggi, quasi tutti legati al mondo della criminalità organizzata. Come si può intuire,  le vicende narrate non sono all'acqua di rose. Non è una lettura semplice dal punto di vista dei contenuti. Certe scene sono decisamente crude, a maggior ragione perché sono, purtroppo, quanto mai verosimili.

Ma la scrittura è scorrevole, cruda sì, ma in taluni passaggi delicata e introspettiva.  Non mancano i colpi di scena. Uno, devo dirlo, me lo aspettavo. Ma la conferma di quel sospetto non è stata meno piacevole di un pugno nello stomaco dato da una scoperta inaspettata.

In conclusione, un libro che senza dubbio vi consiglio.

Alla prossima!



giovedì 20 aprile 2017

Segnalazione + intervista: Giovanni Nikiforos

Buongiorno a tutti, amici!
Oggi sono qui per segnalare a tutti gli appassionati di fantasy italiano (soprattutto i più giovani) un romanzo dell’autore Giovanni Nikiforos. Si intitola Elial, Il Figlio dei Due Popoli, ed è stato pubblicato lo scorso anno da Atene Edizioni.

...Un male assoluto sta sorgendo su lande un tempo pacifiche: arcane potenze devastano la Natura, seminando la desolazione fra i Popoli Liberi. In un universo dominato dalla Magia, che si manifesta attraverso i Doni della Madre, a una strana Compagnia viene affidata una missione dal Principe Drago, garante di pace e armonia, contrapposto all'oscuro gemello.
La missione si trasformerà ben presto in un'epica vicenda che deciderà le sorti del mondo, sul filo di una profezia che ha due facce e che può significare vita oppure morte. Tutto ruota intorno alla figura del giovane Elial, il Figlio dei Due Popoli, erede inconsapevole di Stirpi che affondano le proprie radici negli elementi primordiali. Il potere di cui è depositario potrà portare alla sopraffazione totale di ogni cosa buona o al ristabilirsi dell'equilibrio e del benessere.

La trama, molto in breve, è questa. Tutto ruota intorno a quell’Elial del titolo, un ragazzino speciale, unico anche nell’aspetto fisico (come potete notare dall’immagine sulla copertina). Ovviamente queste poche righe sono solo un assaggio, una semplice presentazione a un’avventura corposa, con personaggi variegati e un intreccio articolato.

Ma più che il libro, oggi vorrei farvi conoscere meglio il suo autore, Giovanni Nikiforos, che ha  gentilmente accettato l’invito a rispondere a una breve intervista.

Buona lettura!
------------

Ciao Giovanni e grazie di essere qui, ospite sul blog! Cercando la tua biografia in rete, ho scoperto che hai lavorato attivamente come naturalista in varie parti del mondo. Vorresti raccontarci un po’ di questa tua passione?

Amo la natura e sono affascinato dal mondo animale fin dalla più tenera età. Nel corso della mia esistenza ho vissuto un arcipelago di sensazioni in mezzo agli animali selvaggi: a volte stupore, a volte commozione, a volte terrore, a volte una sorta di fusione, sempre amore e interesse. I documentari ho sempre cercato di vederli dal vero, non in televisione.
Non pretendo, ovviamente, che tutti provino analoga passione, ma mi piacerebbe, almeno, che la natura godesse di maggiori attenzioni e rispetto di quanto purtroppo accada.

Guardando le tue pubblicazioni (cito per esempio Impara le filastrocche e colora con Nik - Gli animali del mare), sembra che tu sia particolarmente felice di lavorare per i bambini. Da mamma di due cuccioli, la cosa mi interessa parecchio…com’è muoversi in questo “regno”, sicuramente ricco di soddisfazioni  ma non così semplice o scontato come si potrebbe pensare?

Allora prima di tutto un bacio ai tuoi cuccioli. (Io: grazie! <3 ). Ho sempre amato i bambini. Ciò che ha fatto più di ogni altra cosa rivolgere il mio sguardo verso questo mondo così fragile e prezioso, è stata una serie di esperienze nei paesi in via di sviluppo. Immagino non sia questo il contesto adatto a riportarle in maniera dettagliata, e nemmeno voglio suscitare quel pietismo facile, talora distratto, tipico di molti, però posso dire che un conto è sentirsele raccontare, certe cose, altro conto è viverle in diretta. Questa è stata la chiave che mi ha fatto entrare nel loro regno. Quanto ho realizzato nel settore editoriale rivolto al mondo infantile non mi pare che abbia poi tutta questa importanza.

Certamente, vivere certe esperienze credo cambi radicalmente il modo di vedere il mondo... Veniamo ora a Elial. Dalla fauna del Mediterraneo ti sei lanciato a capofitto nel fantasy più puro (pur se sempre con un occhio di riguardo verso la natura e la sua salvaguardia). È un genere che ti ha sempre appassionato o si tratta della tua prima esperienza diretta?

Sono una persona curiosa e ho tante passioni. La lettura è ovviamente fra queste. Ho sempre letto moltissimo, in maniera quasi compulsiva, di tutto. Da ragazzo amavo anche i fantasy e ne ho divorati diversi, alcuni splendidi, altri francamente non degni di ricordo. Ora ho abbandonato la lettura di quelli, diciamo così, canonici. Quanto allo scrivere, ho diversi lavori di natura fantastica nel cassetto, e qualcosa ho pubblicato, ma Elial è stato il mio primo approccio al fantasy vero e proprio.

Beh, per essere il primo "esperimento" sei subito partito in quarta: il libro è corposo, gli eventi numerosi. Hai inventato un mondo intero, ricco di luoghi e personaggi unici e originali. Come hai gestito il processo creativo? Ti sei lasciato ispirare da qualche scrittore in particolare?

Il mio processo creativo è semplicissimo: mi metto davanti al foglio e inizio a scrivere. Le idee vengono man mano. Ho scoperto il finale di Elial tre giorni prima di scriverlo. 
(Io: Wow!)
Non ho scalette, non studio prima i personaggi. Mi butto e proseguo.
Quanto all'ispirazione direi proprio di no. Non mi sono richiamato a nessun autore in particolare, anche se è vero che noi siamo il risultato delle nostre esperienze, quindi, quando scriviamo, sulla pagina si riversa il nostro bagaglio emozionale, di vita e culturale. Ho tentato di mettere in questo romanzo un pizzico di originalità,  rispetto a certi canoni del fantasy tradizionale. Se vi sia riuscito, non è compito mio dirlo, ahimè,  ma degli eventuali lettori, che mi auguro spassionatamente siano più dei venticinque di manzoniana memoria.

Diamine, direi proprio! ;) 
Per concludere, in copertina si legge la frase «un fantasy per le future generazioni, affinché possano amare la madre terra e vivere in sintonia con tutti i popoli». Di nuovo nel mondo dei ragazzi, dunque. Sembri affezionato agli adulti di domani, nonché impegnato a trasmettere loro messaggi importanti, come quello che fa da sfondo a questo romanzo...

Non vorrei sembrasse che mi sono riproposto di trasmettere chissà quale messaggio epocale attraverso Elial. Si tratta di un semplice libro di intrattenimento, spero gradevole e avvincente, ma nulla più. Oltre a ciò, è un romanzo per adulti o ragazzi più grandicelli, non per bambini. Comunque tentare di trasmettere agli adulti di domani qualche  valore positivo penso che male non faccia, quando si può.

Assolutamente d'accordo. Grazie ancora per il tempo che hai dedicato a quest'intervista.

E ai miei lettori... alla prossima!

mercoledì 12 aprile 2017

I Guardiani dell'Isola Perduta

Ma buongiorno amici! Come state?
Eccomi di nuovo qui a consigliarvi una bella lettura.

Sono particolarmente contenta, perché questo è uno di quei casi in cui l'orgoglio per l'italico scrittore la fa da padrone. Si sente spesso dire (sacrilegio!) che gli autori italiani non si possono comparare con i "big" stranieri; certo, a livello di vendite o di immagine, leggere sulle copertine nomi altisonanti come Clive Cussler, Tom Clancy o Dan Brown, solo per citarne alcuni, aiuta, non fosse che per la posizione da loro occupata nel ribollente calderone dell'opinione pubblica.
Ma Stefano Santarsiere, l'autore di cui vi parlo oggi, è la prova che quelle riportate sopra sono solo false convinzioni; che la risonanza mediatica di un nome (generalmente anglosassone) non è un sicuro certificato di qualità; che gli scrittori nostrani possono essere orgogliosamente annoverati tra quei "big" di cui parlavo.
Il romanzo si intitola I Guardiani dell'Isola Perduta, pubblicato quest'anno da Newton Compton.

Protagonista del romanzo un uomo di nome (fittizio(*)) Charles Fort. Fort è un blogger; il suo blog, La Voce dei Dannati, si occupa di misteri, classici miti e leggende da ogni latitudine. 
Per inciso, trattasi di un blog che, se esistesse, mi piacerebbe visitare. Espone infatti i vari misteri da un punto di vista neutrale, giornalistico, non come certi siti (tendenzialmente complottisti) che a ogni costo vogliono convincere, per esempio, dell'inconfutabile realtà delle scie chimiche o del chupacabra; del tipo, io vi scrivo quello che ho scoperto su questo argomento, sta a voi lettori trarre le conclusioni che ritenete opportune.
(*)Altra curiosità; un signor Charles Fort è esistito davvero. Era uno scrittore e ricercatore americano del paranormale (citato di sfuggita anche all'interno del romanzo IT, di King), conosciuto a quanto sembra per lo stile ironico e sarcastico con cui riportava eventi inspiegabili. Suppongo che l'autore si sia effettivamente ispirato a quest'uomo per trovare il nome d'arte del suo protagonista.

Comunque, tornando alla storia.
Fort, di stanza a Bologna, si avvale per i suoi articoli della collaborazione di diversi inviati che gli spediscono gli articoli per il sito da ogni angolo del globo.
Un giorno, Fort viene contattato dai Carabinieri per identificare il corpo di uno di questi collaboratori, Luca Bonanni, morto in un incidente stradale.
Forse.
Perché ben presto affiorano dubbi sulla sua morte. È stato davvero un incidente? O le ricerche su cui l'uomo stava lavorando negli ultimi mesi hanno qualcosa a che fare con la sua prematura dipartita?
Da questo interrogativo parte una lunga indagine, il tentativo di ricostruite un mosaico complesso che ha una particolarità: non appena si scopre qualcosa, spunta fuori un mistero sempre più sconcertante...

Il libro mescola sapientemente realtà è finzione. Leggendolo, non ho potuto fare a meno di paragonarlo a Dan Brown. Spero non me ne voglia l'autore, magari lui fa parte di quella schiera mica tanto limitata a cui l'uomo del codice non piace... ma era solo per sottolineare come anche Santarsiere sia capace di unire talmente bene fatti scientifici con elementi fantastici da rendere questi ultimi assolutamente verosimili.
Lui stesso nella postfazione sottolinea con parole a mio avviso perfette quanto questa commistione di realtà e fiction sia allo stesso tempo intrigante e difficile da realizzare:

Come sempre, realtà e finzione si uniscono nei romanzi come facce della stessa medaglia. La sfida dello scrittore consiste nel lanciare la moneta, farla roteare davanti agli occhi del lettore fino a rendere indistinguibili i due versanti e fonderli in un’unica, fantasmagorica visione.

A tal proposito vi consiglio (magari dopo aver letto il libro, per non rovinarvi eventuali sorprese) di visitare questa pagina. Tratta dal sito ufficiale di Santarsiere, è stata creata a imitazione di come potrebbe essere un autentico articolo sul blog La Voce dei Dannati, e ripropone (mescolando ancora finzione e realtà) le intriganti teorie proposte nel corso della narrazione.

Altra cosa che ho apprezzato moltissimo è lo stile narrativo, per il quale mi viene in mente un'unica parola: incalzante.
Non c'è un attimo di tregua. Succede sempre qualcosa. Dalla prima all'ultima pagina; anzi, fino all'ultimissima riga.
Lo schema è sempre quello: risolvi un problema, e pensi "oh, ora andrà tutto bene" e invece no, i problemi ora sono due. .. è una tecnica narrativa di sicuro effetto, perché incolla il lettore alle pagine come se fosse un tubetto virtuale di Super Attak... ma non è affatto semplice. Occorre immaginazione, certo, creatività; ma anche padronanza assoluta della storia, perché il rischio di diventare ripetitivi o di perdere il filo della vicenda (e infognarsi quindi in un baratro da cui uscire è complicato) è davvero dietro l'angolo.
Santarsiere però si giostra bene con il materiale a sua disposizione, con una scrittura fluida e rapida che gestisce bene i tanti colpi di scena.

I Guardiani dell'Isola Perduta è il secondo libro di Santarsiere con protagonista Charles Fort. Il primo si intitola La Mappa della Città Morta, pubblicato lo scorso anno sempre da Newton Compton.  Non ho letto il primo libro (ma provvederò); certo qui ci sono alcuni riferimenti alla sua prima avventura, ma non sono numerosi; il romanzo è del tutto godibile anche come lettura a sé. Ovviamente certe sfumature si colgono meglio avendo una visione completa del personaggio, è per questo che di certo recupererò La Mappa della Città Morta; questo signor Fort mi piace e ci tengo a conoscerlo meglio ;)

La vicenda a questo giro è quasi interamente incentrata sull'oceano e i suoi tanti misteri ancora da risolvere. Perché Santarsiere avrà voluto occuparsi proprio di questo mondo sconosciuto? Ce lo spiega lui stesso, sempre nella postfazione:

...l’impulso a raccontare questa storia sta nella certezza di quanto poco conosciamo degli ambienti oceanici e dei loro misteriosi abitanti. L’oceanografia è una scienza che promette molto alla nostra sete di scoperte, allettandoci con l’esplorazione dell’ultima frontiera esistente nel nostro pianeta: gli oceani sono un territorio dove l’immaginazione corre ancora libera, pur volendosi trasformare in conoscenza, in quella perenne oscillazione tra sogno e rivelazione che alimenta da sempre il nostro 
cammino.

Bene, credo di avervi detto tutto il necessario per incuriosirvi - ma non abbastanza da spoilerare, sapete che io e gli spoiler non andiamo granché d'accordo. Ci sono molti dettagli a cui non ho nemmeno accennato e che lascio alla vostra scoperta.

Buona lettura e a presto!