giovedì 20 aprile 2017

Segnalazione + intervista: Giovanni Nikiforos

Buongiorno a tutti, amici!
Oggi sono qui per segnalare a tutti gli appassionati di fantasy italiano (soprattutto i più giovani) un romanzo dell’autore Giovanni Nikiforos. Si intitola Elial, Il Figlio dei Due Popoli, ed è stato pubblicato lo scorso anno da Atene Edizioni.

...Un male assoluto sta sorgendo su lande un tempo pacifiche: arcane potenze devastano la Natura, seminando la desolazione fra i Popoli Liberi. In un universo dominato dalla Magia, che si manifesta attraverso i Doni della Madre, a una strana Compagnia viene affidata una missione dal Principe Drago, garante di pace e armonia, contrapposto all'oscuro gemello.
La missione si trasformerà ben presto in un'epica vicenda che deciderà le sorti del mondo, sul filo di una profezia che ha due facce e che può significare vita oppure morte. Tutto ruota intorno alla figura del giovane Elial, il Figlio dei Due Popoli, erede inconsapevole di Stirpi che affondano le proprie radici negli elementi primordiali. Il potere di cui è depositario potrà portare alla sopraffazione totale di ogni cosa buona o al ristabilirsi dell'equilibrio e del benessere.

La trama, molto in breve, è questa. Tutto ruota intorno a quell’Elial del titolo, un ragazzino speciale, unico anche nell’aspetto fisico (come potete notare dall’immagine sulla copertina). Ovviamente queste poche righe sono solo un assaggio, una semplice presentazione a un’avventura corposa, con personaggi variegati e un intreccio articolato.

Ma più che il libro, oggi vorrei farvi conoscere meglio il suo autore, Giovanni Nikiforos, che ha  gentilmente accettato l’invito a rispondere a una breve intervista.

Buona lettura!
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Ciao Giovanni e grazie di essere qui, ospite sul blog! Cercando la tua biografia in rete, ho scoperto che hai lavorato attivamente come naturalista in varie parti del mondo. Vorresti raccontarci un po’ di questa tua passione?

Amo la natura e sono affascinato dal mondo animale fin dalla più tenera età. Nel corso della mia esistenza ho vissuto un arcipelago di sensazioni in mezzo agli animali selvaggi: a volte stupore, a volte commozione, a volte terrore, a volte una sorta di fusione, sempre amore e interesse. I documentari ho sempre cercato di vederli dal vero, non in televisione.
Non pretendo, ovviamente, che tutti provino analoga passione, ma mi piacerebbe, almeno, che la natura godesse di maggiori attenzioni e rispetto di quanto purtroppo accada.

Guardando le tue pubblicazioni (cito per esempio Impara le filastrocche e colora con Nik - Gli animali del mare), sembra che tu sia particolarmente felice di lavorare per i bambini. Da mamma di due cuccioli, la cosa mi interessa parecchio…com’è muoversi in questo “regno”, sicuramente ricco di soddisfazioni  ma non così semplice o scontato come si potrebbe pensare?

Allora prima di tutto un bacio ai tuoi cuccioli. (Io: grazie! <3 ). Ho sempre amato i bambini. Ciò che ha fatto più di ogni altra cosa rivolgere il mio sguardo verso questo mondo così fragile e prezioso, è stata una serie di esperienze nei paesi in via di sviluppo. Immagino non sia questo il contesto adatto a riportarle in maniera dettagliata, e nemmeno voglio suscitare quel pietismo facile, talora distratto, tipico di molti, però posso dire che un conto è sentirsele raccontare, certe cose, altro conto è viverle in diretta. Questa è stata la chiave che mi ha fatto entrare nel loro regno. Quanto ho realizzato nel settore editoriale rivolto al mondo infantile non mi pare che abbia poi tutta questa importanza.

Certamente, vivere certe esperienze credo cambi radicalmente il modo di vedere il mondo... Veniamo ora a Elial. Dalla fauna del Mediterraneo ti sei lanciato a capofitto nel fantasy più puro (pur se sempre con un occhio di riguardo verso la natura e la sua salvaguardia). È un genere che ti ha sempre appassionato o si tratta della tua prima esperienza diretta?

Sono una persona curiosa e ho tante passioni. La lettura è ovviamente fra queste. Ho sempre letto moltissimo, in maniera quasi compulsiva, di tutto. Da ragazzo amavo anche i fantasy e ne ho divorati diversi, alcuni splendidi, altri francamente non degni di ricordo. Ora ho abbandonato la lettura di quelli, diciamo così, canonici. Quanto allo scrivere, ho diversi lavori di natura fantastica nel cassetto, e qualcosa ho pubblicato, ma Elial è stato il mio primo approccio al fantasy vero e proprio.

Beh, per essere il primo "esperimento" sei subito partito in quarta: il libro è corposo, gli eventi numerosi. Hai inventato un mondo intero, ricco di luoghi e personaggi unici e originali. Come hai gestito il processo creativo? Ti sei lasciato ispirare da qualche scrittore in particolare?

Il mio processo creativo è semplicissimo: mi metto davanti al foglio e inizio a scrivere. Le idee vengono man mano. Ho scoperto il finale di Elial tre giorni prima di scriverlo. 
(Io: Wow!)
Non ho scalette, non studio prima i personaggi. Mi butto e proseguo.
Quanto all'ispirazione direi proprio di no. Non mi sono richiamato a nessun autore in particolare, anche se è vero che noi siamo il risultato delle nostre esperienze, quindi, quando scriviamo, sulla pagina si riversa il nostro bagaglio emozionale, di vita e culturale. Ho tentato di mettere in questo romanzo un pizzico di originalità,  rispetto a certi canoni del fantasy tradizionale. Se vi sia riuscito, non è compito mio dirlo, ahimè,  ma degli eventuali lettori, che mi auguro spassionatamente siano più dei venticinque di manzoniana memoria.

Diamine, direi proprio! ;) 
Per concludere, in copertina si legge la frase «un fantasy per le future generazioni, affinché possano amare la madre terra e vivere in sintonia con tutti i popoli». Di nuovo nel mondo dei ragazzi, dunque. Sembri affezionato agli adulti di domani, nonché impegnato a trasmettere loro messaggi importanti, come quello che fa da sfondo a questo romanzo...

Non vorrei sembrasse che mi sono riproposto di trasmettere chissà quale messaggio epocale attraverso Elial. Si tratta di un semplice libro di intrattenimento, spero gradevole e avvincente, ma nulla più. Oltre a ciò, è un romanzo per adulti o ragazzi più grandicelli, non per bambini. Comunque tentare di trasmettere agli adulti di domani qualche  valore positivo penso che male non faccia, quando si può.

Assolutamente d'accordo. Grazie ancora per il tempo che hai dedicato a quest'intervista.

E ai miei lettori... alla prossima!

mercoledì 12 aprile 2017

I Guardiani dell'Isola Perduta

Ma buongiorno amici! Come state?
Eccomi di nuovo qui a consigliarvi una bella lettura.

Sono particolarmente contenta, perché questo è uno di quei casi in cui l'orgoglio per l'italico scrittore la fa da padrone. Si sente spesso dire (sacrilegio!) che gli autori italiani non si possono comparare con i "big" stranieri; certo, a livello di vendite o di immagine, leggere sulle copertine nomi altisonanti come Clive Cussler, Tom Clancy o Dan Brown, solo per citarne alcuni, aiuta, non fosse che per la posizione da loro occupata nel ribollente calderone dell'opinione pubblica.
Ma Stefano Santarsiere, l'autore di cui vi parlo oggi, è la prova che quelle riportate sopra sono solo false convinzioni; che la risonanza mediatica di un nome (generalmente anglosassone) non è un sicuro certificato di qualità; che gli scrittori nostrani possono essere orgogliosamente annoverati tra quei "big" di cui parlavo.
Il romanzo si intitola I Guardiani dell'Isola Perduta, pubblicato quest'anno da Newton Compton.

Protagonista del romanzo un uomo di nome (fittizio(*)) Charles Fort. Fort è un blogger; il suo blog, La Voce dei Dannati, si occupa di misteri, classici miti e leggende da ogni latitudine. 
Per inciso, trattasi di un blog che, se esistesse, mi piacerebbe visitare. Espone infatti i vari misteri da un punto di vista neutrale, giornalistico, non come certi siti (tendenzialmente complottisti) che a ogni costo vogliono convincere, per esempio, dell'inconfutabile realtà delle scie chimiche o del chupacabra; del tipo, io vi scrivo quello che ho scoperto su questo argomento, sta a voi lettori trarre le conclusioni che ritenete opportune.
(*)Altra curiosità; un signor Charles Fort è esistito davvero. Era uno scrittore e ricercatore americano del paranormale (citato di sfuggita anche all'interno del romanzo IT, di King), conosciuto a quanto sembra per lo stile ironico e sarcastico con cui riportava eventi inspiegabili. Suppongo che l'autore si sia effettivamente ispirato a quest'uomo per trovare il nome d'arte del suo protagonista.

Comunque, tornando alla storia.
Fort, di stanza a Bologna, si avvale per i suoi articoli della collaborazione di diversi inviati che gli spediscono gli articoli per il sito da ogni angolo del globo.
Un giorno, Fort viene contattato dai Carabinieri per identificare il corpo di uno di questi collaboratori, Luca Bonanni, morto in un incidente stradale.
Forse.
Perché ben presto affiorano dubbi sulla sua morte. È stato davvero un incidente? O le ricerche su cui l'uomo stava lavorando negli ultimi mesi hanno qualcosa a che fare con la sua prematura dipartita?
Da questo interrogativo parte una lunga indagine, il tentativo di ricostruite un mosaico complesso che ha una particolarità: non appena si scopre qualcosa, spunta fuori un mistero sempre più sconcertante...

Il libro mescola sapientemente realtà è finzione. Leggendolo, non ho potuto fare a meno di paragonarlo a Dan Brown. Spero non me ne voglia l'autore, magari lui fa parte di quella schiera mica tanto limitata a cui l'uomo del codice non piace... ma era solo per sottolineare come anche Santarsiere sia capace di unire talmente bene fatti scientifici con elementi fantastici da rendere questi ultimi assolutamente verosimili.
Lui stesso nella postfazione sottolinea con parole a mio avviso perfette quanto questa commistione di realtà e fiction sia allo stesso tempo intrigante e difficile da realizzare:

Come sempre, realtà e finzione si uniscono nei romanzi come facce della stessa medaglia. La sfida dello scrittore consiste nel lanciare la moneta, farla roteare davanti agli occhi del lettore fino a rendere indistinguibili i due versanti e fonderli in un’unica, fantasmagorica visione.

A tal proposito vi consiglio (magari dopo aver letto il libro, per non rovinarvi eventuali sorprese) di visitare questa pagina. Tratta dal sito ufficiale di Santarsiere, è stata creata a imitazione di come potrebbe essere un autentico articolo sul blog La Voce dei Dannati, e ripropone (mescolando ancora finzione e realtà) le intriganti teorie proposte nel corso della narrazione.

Altra cosa che ho apprezzato moltissimo è lo stile narrativo, per il quale mi viene in mente un'unica parola: incalzante.
Non c'è un attimo di tregua. Succede sempre qualcosa. Dalla prima all'ultima pagina; anzi, fino all'ultimissima riga.
Lo schema è sempre quello: risolvi un problema, e pensi "oh, ora andrà tutto bene" e invece no, i problemi ora sono due. .. è una tecnica narrativa di sicuro effetto, perché incolla il lettore alle pagine come se fosse un tubetto virtuale di Super Attak... ma non è affatto semplice. Occorre immaginazione, certo, creatività; ma anche padronanza assoluta della storia, perché il rischio di diventare ripetitivi o di perdere il filo della vicenda (e infognarsi quindi in un baratro da cui uscire è complicato) è davvero dietro l'angolo.
Santarsiere però si giostra bene con il materiale a sua disposizione, con una scrittura fluida e rapida che gestisce bene i tanti colpi di scena.

I Guardiani dell'Isola Perduta è il secondo libro di Santarsiere con protagonista Charles Fort. Il primo si intitola La Mappa della Città Morta, pubblicato lo scorso anno sempre da Newton Compton.  Non ho letto il primo libro (ma provvederò); certo qui ci sono alcuni riferimenti alla sua prima avventura, ma non sono numerosi; il romanzo è del tutto godibile anche come lettura a sé. Ovviamente certe sfumature si colgono meglio avendo una visione completa del personaggio, è per questo che di certo recupererò La Mappa della Città Morta; questo signor Fort mi piace e ci tengo a conoscerlo meglio ;)

La vicenda a questo giro è quasi interamente incentrata sull'oceano e i suoi tanti misteri ancora da risolvere. Perché Santarsiere avrà voluto occuparsi proprio di questo mondo sconosciuto? Ce lo spiega lui stesso, sempre nella postfazione:

...l’impulso a raccontare questa storia sta nella certezza di quanto poco conosciamo degli ambienti oceanici e dei loro misteriosi abitanti. L’oceanografia è una scienza che promette molto alla nostra sete di scoperte, allettandoci con l’esplorazione dell’ultima frontiera esistente nel nostro pianeta: gli oceani sono un territorio dove l’immaginazione corre ancora libera, pur volendosi trasformare in conoscenza, in quella perenne oscillazione tra sogno e rivelazione che alimenta da sempre il nostro 
cammino.

Bene, credo di avervi detto tutto il necessario per incuriosirvi - ma non abbastanza da spoilerare, sapete che io e gli spoiler non andiamo granché d'accordo. Ci sono molti dettagli a cui non ho nemmeno accennato e che lascio alla vostra scoperta.

Buona lettura e a presto!

martedì 4 aprile 2017

Maison Rouge - un tuffo nella Parigi di fine '800

Ciao a tutti!

Oggi vi segnalo un titolo che mi è recentemente capitato per le mani. Si tratta di un romanzo dello scrittore Pasquale Capraro e dal titolo Maison Rouge.

Il libro non è del genere che prediligo; fulcro della narrazione è una intensa storia d'amore, e sapete che io sono più orientata verso altre tipologie narrative. Però devo dire che questo romanzo mi ha comunque colpito positivamente
Certo, ci sono svariati momenti in cui amore e passione la fanno da padrone, e quelle sono le parti che personalmente hanno lasciato meno il segno (ma ripeto, e vorrei fosse chiaro: non perché siano scritte male, ma semplicemente perché non sono nelle mie corde. Trattasi di problema mio personale, che ci volete fare? Sono più una da combattimenti con zombie o intricati e scabrosi misteri da risolvere...).
Ma la storia ha anche altro da dire, è interessante, ben scritta e sicuramente può risultare quanto mai gradita a tutte quelle giovini signore un filo più romantiche della sottoscritta. ;) 


La narrazione ruota intorno ai due protagonisti: Amélie e Gilbert. Lei è una ragazza semplice; viene dalla campagna (per la precisione dalla Provenza) e si ritrova a Parigi a causa di un vero e proprio raggiro: Madame Claire, distinta signora della grande città, la invita a raggiungerla a Parigi in qualità di domestica. In realtà, la donna possiede un bordello, la Maison Rouge, in cui la povera, ingenua fanciulla si ritrova suo malgrado a dover vivere. Gilbert si innamora di lei al primo sguardo, e farà di tutto, novello cavaliere, per liberare la giovane dalla sua prigionia. Non vi dico nulla di più, solo che il finale non è così scontato come si potrebbe pensare.


Storia a parte, quello che davvero mi è piaciuto, e motivo per cui mi sento davvero di consigliarvi la lettura di Maison Rouge, è il suo background. 

La vicenda, come dicevo, è ambientata nella Parigi post-impressionista. Siamo nel 1892, l'anno successivo all'inaugurazione del famoso locale di Pigalle, il Moulin Rouge
Una Ville Lumière ritrovo di bohémien, brulicante di pittori, scultori, scrittori, artisti di ogni genere. Vengono direttamente nominati personaggi illustri quali Émile Zola, Charles Baudelaire o Auguste Renoir. Ma ovviamente non basta tirare in ballo rinomati maestri delle belle arti per costruire un'ambientazione solida e intrigante. Capraro riesce però in questo difficile compito. La sua scrittura denota attenzione alla verosimiglianza storica e cura dei dettagli, finalizzata a rendere in modo accurato la Parigi di fine Diciannovesimo secolo. Per esempio quella Montmartre

"[...] dei poeti erranti in cerca di sogni, di mercanti dall'ugola facile, di chanzonier nei caffè chantant; place des artistes di pittori squattrinati in cerca di successo: schizzi, pennelli e bevute. Barbe folte, baffetti arricciati e all'insù. Carretti, carrozze, pizzi e merletti, saluti e baci: bonsoir, adieu, mon amour."

Bene, se volete fare un salto nella Parigi degli artisti e della "fatina verde", questa lettura è altamente consigliata.

A presto!


venerdì 31 marzo 2017

Segnalazione - Nuovo ebook gratuito - La Sfida a Damnation

Buongiorno amici!

Oggi sono qui in «modalità toccata e fuga» ;) Il tempo è sempre tiranno, ma non potevo non segnalarvi questa nuova uscita che, tra l'altro, mi tocca da vicino.

È infatti stato pubblicato ieri l’ebook La Sfida a Damnation (scaricabile GRATUITAMENTE da Amazon a questo link), che contiene, oltre ai racconti vincitori del contest indetto dal portale Minuti Contati, anche quelli vincitori della Decima Edizione dei 666 Passi nel Delirio.

E  ci sono anche io! Troverete infatti in questa raccolta anche il mio racconto Tutta Colpa della Crisi.

Oltre alla sottoscritta, gli autori dei racconti inclusi sono  Francesco Nucera, Pasquale Aversano, Alessandro Randone, Maria Rosaria Del Ciello, Angelo Frascella, Nicola Gambadoro, Andrea Grillone, 

Mi raccomando, scaricate a palla e poi fatemi sapere le vostre impressioni!

Buona lettura e buona giornata a tutti!

martedì 28 marzo 2017

Oscuramente / La Mente Non Oscura. Perché è sempre meglio fare luce...

Buongiorno amici!
Come state?

Rieccomi qui a consigliarvi una bella lettura. Anzi, due. Se ricordate, qualche tempo fa vi avevo parlato di Sono Fermo, Mi Muovo, un libro particolare di un autore che ho scoperto da poco ma che già apprezzo molto, Gianluca Giusti. In quel post avevo espresso il mio giubilo nel venire a conoscenza che Gianluca è un debunker, una di quelle persone che, armato di tanto studio, conoscenze approfondite e un po' di sano buon senso (che non guasta mai, ma che ultimamente sembra essersi un po' diluito tra le fila dei social network) tenta di scardinare falsi miti e credenze che, se a volte ci fanno solo fare la figura degli sciocchi creduloni, altre volte possono portare a comportamenti potenzialmente dannosi (non voglio aprire qui una parentesi che non si chiuderebbe mai e che, già lo so, porterebbe solo tanta polemica che, tra queste pagine, non voglio... ma un esempio eclatante è quello del presunto legame vaccini-autismo di cui tanto si parla di questi tempi...).

Tornando a noi. Quando ho scoperto la bibliografia di Gianluca Giusti ho subito pensato che avrei voluto leggere i suoi libri. E quindi eccomi qui, complice una bella intervista che l'amica Olimpia Petruzzella gli ha recentemente rivolto (e che troverete in fondo al post).
Inutile dire che ho semplicemente divorato entrambi i saggi di cui vi parlo oggi.

Ora, non vorrei fare spoiler, e rovinarvi il gusto di scoprire la risposta alla domanda del sottotitolo... beh, la tiro ancora un po' alla lunga...
attenzione...
se non volete sapere nulla saltate al paragrafo relativo al secondo libro...
sto per dirvelo...
occhio...
arriva... ebbene... beh, diciamo che in realtà, dato che già sopra vi ho detto che Giusti è un debunker, la risposta dovrebbe essere palese. Ebbene... No, signori. Non è affatto vero. Questa del 10% è una delle tante, colossali e intramontabili bufale in circolazione.
Il bello dei debunker, però (e il motivo per cui è tanto piacevole leggere un libro come questo), è che al contrario di quelli che invece le bufale le fanno volentieri circolare, forniscono spiegazioni dettagliate e scientifiche, prove inconfutabili e quanto mai evidenti di ciò che dicono. 
Ed è proprio questo che fa Giusti in questo libro. Lui spiega. Non pretende che gli crediamo e basta. Ci dice perché dobbiamo credergli. E lo fa con un piglio spesso spiritoso, con immagini che strappano un sorriso e con un linguaggio colloquiale, tanto da farci pensare che non stiamo leggendo un libro, ma che siamo al baretto del paese e che Gianluca sia lì a chiacchierare con noi con un bel bicchiere di birra in mano (un esempio è questa citazione: "L'essere umano utilizza al 100% le sue funzioni cerebrali [...] Questo vale per tutti, anche per quelle persone di cui avremmo sicuramente detto il contrario". Ma ci sono punti decisamente esilaranti, che lascio alla vostra scoperta).
Non mancano inoltre riferimenti ad altri argomenti spesso oggetto di false credenze, come gli oroscopi, o a personaggi tanto famosi quanto inaffidabili come Gustavo Rol o Uri Geller.

La Mente Non Oscura, il secondo libro che vi propongo, ha un registro un po' più formale. Non mancano le battute, ma sono un po' più limitate rispetto al primo. Quello che colpisce qui è l'estrema cura per i dettagli, per la precisione.
In questo saggio, Gianluca Giusti esplora diversi miti ruotanti intorno al concetto di "mente". L'ipnosi, la psicologia della persuasione, gli inganni della mente e così via.  Per esempio: vi è mai capitato di sentire alla tele (o leggere su internet) di bande di ladri che ipnotizzano il malcapitato di turno (di solito commesso di negozio o cassiere di banca), il quale senza nemmeno rendersene conto consegna una bella fetta di soldoni nelle mani dei malintenzionati? Oppure, avete mai giocato al Lotto i numeri ritardatari per la loro maggiore probabilità di uscire? Bene, in questo libro troverete riferimenti specifici a questi e altri miti della mente e della sua interazione con il mondo. 

Troverete anche una breve spiegazione di meccanica quantistica, ovviamente molto semplificata. Perché? direte voi. Che c'entra la MQ con la mente? Beh, c'entra in un modo molto particolare; un modo che, sì, lo ammetto, avrei voluto poter scoprire reale... certo, anche io ogni tanto mi lascio affascinare da quelle notizie "troppo belle per essere vere". Salvo poi informarmi, tenendo magari le dita incrociate nella speranza di trovare prove a favore ma, tendenzialmente, sbattendo la faccia contro la dura realtà. Ma è comunque meglio veder crollare qualche castello in aria piuttosto che farsi abbindolare da gente con pochi scrupoli: perché se è vero che tanti elargiscono bufale come se non ci fosse un domani in perfetta buona fede, altri sono meri truffatori da cui è meglio stare alla larga. Questo è un altro motivo più che valido per apprezzare lavori come quelli nati dalla penna di Gianluca Giusti. 

Ora vi lascio alla bella intervista di Olimpia. Buona lettura e alla prossima!

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Ciao Gianluca, ho appena finito di leggere i tuoi due saggi "Oscuramente" e "La mente non oscura". E vorrei farti qualche domanda, quindi partiamo dall'inizio.
1) Perché hai deciso di scrivere dei saggi sul cervello umano?

Anzitutto grazie per questa intervista e un caro saluto a tutti i lettori.
Il perché nasce dal fatto che il cervello e la mente sono all'origine di tutta una serie di miti e leggende che non riguardano invece altri organi meno romantici. In fondo è comprensibile, noi siamo il nostro cervello e la nostra mente quindi è facile associare ad essi chissà quale anfratto di natura misteriosa. Mentre oggi si sente perfino parlare di "mente quantica", per esempio, associando in modo avventato i termini di una disciplina estremamente complessa della fisica, a potenzialità più o meno espresse della mente umana, al contrario non si legge mai di robe tipo: sistema linfatico quantico. Quello che ho cercato di fare è stato solo di provare chiarire in modo facile e comprensibile cosa è vero della nostra mente, da un punto di vista scientifico, da quelli che pur affascinanti, restano solo leggende legate a misteri o poteri che non ci sono.

2) A che punto credi che sia, oggi, la ricerca? Ossia, se dovessi quantificare, quanta parte del cervello e dell'intelligenza umana pensi sia stata spiegata e sviscerata dalla scienza? E quanta, invece, ritieni sia rimasta tuttora oscura?

La ricerca come sappiamo è un processo inarrestabile ma si sviluppa principalmente sulla parte fisiologica e fisiopatologica: Schizofrenia, Alzheimer, depressione maggiore, ecc. È qui che serve capire i meccanismi e le origini patologiche della malattia per sviluppare le cure migliori. Per il resto si torna di nuovo nel mito come appunto a zone ancora oscure o non spiegate della mente. In realtà il nostro cervello è stato mappato completamente e sappiamo da tempo che non ci sono zone oscure e inesplorate. Sappiamo tante cose. Poi come tutti gli organi ha anch'esso delle cose ancora da spiegare, allo stesso modo del sistema immunitario, neuro endocrino o genetico. Ma nulla che abbia a che fare con poteri strani o fuori dalle normali leggi fisiche. Per dirla in breve, non è grazie alla forza del pensiero che si piegano le forchette, ok? Per l'intelligenza vale lo stesso principio e lo si spiega con il progresso. Non si pensa mai a tutto quello che è stato fatto in pochi anni, lo diamo quasi per scontato mentre invece è legato proprio al progresso della conoscenza. L'intelligenza non ha misteri, il vero mistero è un altro, come un "semplice" stimolo elettrochimico quale essere quello legato alla trasmissione tra neuroni permetta la nascita di sentimenti complessi come l'amore, l'odio, la creatività o i talenti. Questo è qualcosa meritevole di una discussione, tutto il resto è fuffa e ogni volta che trovate la parola quantico associata alla mente o al cervello, la fuffa è doppia.

3) Parli spesso dei cosiddetti VGE. Credi davvero che leggendo i tuoi saggi la gente possa arrivare a riconoscerli?

I VGE ricordiamolo sono quelli che definiscono venditori di ghiaccio agli eschimesi, vale a dire quelle persone che vogliono far passare per vero quello che vero non è. Per riconoscerli serve conoscere ed essere informati, non ci sono altre armi. Io credo di poter dare una mano dando delle indicazioni precise e mirate almeno per la parte legata alle pseudoscienze. Ma serve anche ricordare quanto sia importante la comunicazione in generale a cui si associano le tecniche persuasive che quando ben applicate, funzionano. Mentre in OscuraMente presento i VGE, ne: La mente non oscura si parla anche dell’affascinante mondo della persuasione, del perché funziona e come difendersi da certi tipi di manipolazione verbale.

4) Continuerai questa interessante analisi in un prossimo saggio?

Sì, sta per uscire la ristampa in versione e-book di un altro mio libro che continua questo processo divulgativo legato ai misteri. Non è specifico sulla mente ma comprende tutto il resto delle cose apparentemente poco spiegabili e dei nuovi complotti oggi di moda come le "scie chimiche".

5) Hai in progetto altri saggi scientifici ma di diverso argomento?

Si quello che hai letto sopra è un altro saggio sulla parte legata alla religione che renderò disponibile in forma gratuita iscrivendosi alla newsletter del mio sito www.gianlucagiusti.com.

6) Da quando i libri sono usciti a ora, hai scoperto qualcos'altro di interessante sulla mente umana?

Sono tornato a lavorare come informatore scientifico nel settore Psichiatria con la mia azienda e quello che ho scoperto riguarda proprio la parte legata alle patologie della mente e di quanto possono incidere sulla vita delle persone e dei familiari. Voglio sottolineare ancora una volta il ruolo della ricerca scientifica per mettere a disposizione dei clinici e dei pazienti farmaci che, se ancora non in grado di risolvere del tutto la malattia, possono controllare in modo eccezionale una patologia devastante come la schizofrenia. Sta per uscire, ad esempio, una nuova formulazione trimestrale che permette di controllare i sintomi dello schizofrenico con solo quattro somministrazioni all'anno. Una rivoluzione che permetterà ai pazienti una nuova vita trasformando lo stigma e le difficoltà della malattia, in un nuovo progetto di vita.